Un pomeriggio piovoso di settembre, ho incontrato Mirna, Meris, Giuliana e Arantza, volontarie di RITI, per scoprire di più sui laboratori sulla pace organizzati dalla Rete Interculturale sui Temi dell’Immigrazione di Ravenna dal 2024. Ieri, 21 settembre, era la Giornata Internazionale della Pace; è proprio per questo che considero cruciale imparare da questa iniziativa che, fortunatamente, sembra già consolidata a Ravenna. Come è nata questa idea? Qual è stato il suo percorso?
Le volontarie mi hanno raccontato che i laboratori sulla pace non sono nati da un giorno all’altro, ma sono il frutto di un percorso di diverse azioni e progetti svolti nella nostra città. Dalla fine degli anni Settanta, quando le scuole hanno accolto più cittadini stranieri, le professoresse degli Istituti Comprensivi di Ravenna hanno avviato un cambiamento trasformativo nelle aule. Da una necessità, è nato il servizio di mediazione interculturale, in un panorama educativo in cui prima non esisteva. Questa è stata una delle basi per costruire la strada che ha portato alla creazione di un clima favorevole alla realizzazione dei laboratori sull’educazione alla pace. Un’iniziativa che ha reso Ravenna una città pioniera in questo.

Nell’anno scolastico 2023/2024 si è tenuta a Ravenna la prima edizione di Giochiamo alla Pace, idea di Mirna Saporetti1, di implementare il laboratorio di Roberto Papetti2 “La Carovana dei Pacifici” nelle scuole di Ravenna. Questo laboratorio fu nominato “Costruiamo la Pace” e il risultato dei pacifici fu esibito in Piazza del Popolo il 29 aprile, la Giornata della Memoria delle Vittime della Guerra Chimica. I laboratori si sono fondati sulla pedagogia di Mario Lodo: fare dei bambini i protagonisti dei lavoratori, insegnando il valore della non-violenza, dell’inclusione, della pace e della cittadinanza attiva.
Seguendo l’idea di Mirna e le riflessioni dei più piccoli sulla pace, la seconda edizione di Ghiochiamo alla Pace nel 2025 è tornata con il laboratorio “La Bussola della Pace”, che si concluse con l’esposizione dell’elaborato in Piazza del Popolo creata dai piccoli artisti.
L’edizione più recente del progetto (2026) si è invece spostata da Piazza del Popolo al MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna, dove sono stati esposti i risultati del laboratorio “Città di Pace”; gli alunni e le alunne hanno creato dei collage che rappresentano una città di pace ideale dalla loro percezione. Questo laboratorio è stato ideato dal Collettivo Colleria e implementato dal corpo docente, supportati dai volontari di RITI.

L’edizione di quest’anno scolastico (2026/2027) è già stata pianificata e sarà intitolata “Il Mio Nome è Pace”. Tramite la condivisione della storia del proprio nome, il progetto intende avvicinare i bambini alla scoperta della loro identità e di quella dei loro compagni, favorendo la costruzione di una comunità più inclusiva. Aspettiamo di vedere la mostra dei risultati ottenuti dai protagonisti, gli studenti e le studentesse degli Istituti Comprensivi di Ravenna, il prossimo marzo sempre presso il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna.
Questo progetto, come molti altri presenti a Ravenna, nasce dalla volontà e dalla vocazione della comunità di lottare per ottenere e costruire una città più unita, coesa e quindi ricca. Non ci dimentichiamo che le insegnanti e il personale non docente sono state, sono e saranno la base della società che educa le generazioni future. Per ottenere una società ricca e coesa, dobbiamo iniziare dalla base, per i più piccoli.
Y que, al fin y al cabo, siempre podemos aprender de la perspectiva de los más pequeños.3



