Incontro con l’autrice: Susan Abulhawa
11 e 12 maggio, ore 10:00 – Teatro Alighieri, via Angelo Mariani 2
In collaborazione con CIDAS Cooperativa Sociale.
Susan Abulhawa dialoga con gli studenti delle scuole superiori di Ravenna dopo la lettura del libro Ogni mattina a Jenin.
Modera Vittorio Longhi.

Susan Abulhawa è scrittrice, conferenziera, scienziata e attivista. Il suo romanzo d’esordio, Ogni mattina a Jenin, affronta senza timori la questione palestinese attraverso un’epopea familiare multigenerazionale che abbraccia cinque paesi e oltre sessant’anni. Il libro è stato un bestseller internazionale e tradotto in trenta lingue. È considerato un classico della letteratura palestinese. Abulhawa è anche autrice di The Blue Between Sky and Water, un bestseller internazionale, della raccolta di poesie My Voice Sought the Wind e del suo romanzo più recente, Against the Loveless World, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti letterari, tra cui l’Arab American Book Award e il Palestine Book Award. La diffusione dei suoi libri rende Abulhawa l’autrice palestinese più letta. La sua potente narrativa è scritta in inglese, ma è profondamente radicata nella terra e nella lingua dei suoi antenati.
Nata da rifugiati palestinesi della Guerra dei Sei Giorni del 1967, ha vissuto per un periodo in un orfanotrofio prima di trasferirsi negli Stati Uniti da adolescente. Si è laureata alla Pfeiffer University e ha conseguito un master in neuroscienze presso l’Università della Carolina del Sud prima di trasferirsi in Pennsylvania, dove attualmente risiede. Nel luglio 2001, Abulhawa ha fondato Playgrounds for Palestine, un’organizzazione non governativa dedicata alla difesa del diritto al gioco dei bambini palestinesi.

Ogni mattina a Jenin
Attraverso la voce di Amal, la brillante nipotina del patriarca della famiglia Abulheja, viviamo l’abbandono della casa dei suoi antenati di ‘Ain Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin. Assistiamo alle drammatiche vicende dei suoi due fratelli, costretti a diventare nemici: il primo rapito da neonato e diventato un soldato israeliano, il secondo che invece consacra la sua esistenza alla causa palestinese. E, in parallelo, ripercorriamo la storia di Amal: l’infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e, infine, il suo bisogno di condividere questa storia con la figlia, per preservare il suo più grande amore. La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, si snoda nell’arco di quasi sessant’anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro. In primo piano c’è la tragedia dell’esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, come rifugiati, condannati a sopravvivere in attesa di una svolta. L’autrice non cerca i colpevoli tra gli israeliani, che anzi descrive con pietà, rispetto e consapevolezza, racconta invece la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all’amore.
