Incontro con l’autore: Alidad Shiri

4-6 maggio, presso gli Istituti Comprensivi di Ravenna

Alidad Shiri dialoga con gli studenti dopo la lettura del libro Via dalla pazza guerra.

Alidad Shiri è nato a Ghazni, in Afghanistan. Arriva in Italia all’età di 14 anni e dopo la scuola media e le superiori, si laurea a Trento in Filosofia Politica – Etica e scienze delle religioni. Attualmente è editorialista del quotidiano Alto Adige e collabora con varie organizzazioni nazionali e internazionali occupandosi di migrazioni, integrazione, religioni, diritti umani, in particolare delle donne e dei bambini. È cofondatore di UNIRE (Unione Nazionale Italiana dei Rifugiati ed Esuli). Ha ricevuto molti riconoscimenti nazionali, tra cui il Premio giornalistico Archivio Disarmo-Colombe d’Oro per la Pace 2021. Membro direttivo della Consulta Autori/autrici di origine straniera che scrivano in italiano della Società Dante Alighieri. È inoltre educatore/pedagogista presso Südtiroler Kinderdorf per minori.

Via dalla pazza guerra
In un giorno di agosto del 2005 un tir si ferma in un autogrill vicino a Bressanone. Da sotto sbuca un ragazzino. È tramortito, sporco. Si era legato di nascosto all’asse delle ruote posteriori prima che il tir si imbarcasse su una nave in partenza dalla Grecia. Poi Venezia, l’autostrada, quattro ore infinite. Molti altri erano morti così. Quel ragazzino si chiama Alidad Shiri e ha solo quattordici anni. È arrivato dall’Afghanistan, dove i genitori, una sorella e la nonna erano stati uccisi. Si era rifugiato in Pakistan con il fratello, l’altra sorella e gli zii. Ma due anni dopo era partito da solo, inseguendo la speranza di un futuro diverso. Il suo viaggio incredibile e pericoloso è durato quattro lunghi anni, passando per Iran, Turchia e Grecia. Ora quel ragazzo ha trent’anni, una laurea in filosofia e lavora come giornalista. Vive in Alto Adige, dove ha trovato una famiglia che gli ha spalancato le braccia e, soprattutto, una comunità solidale. Alidad racconta la sua storia di bambino che è fuggito dall’Afghanistan in guerra, un paese che oggi, dopo vent’anni, si ritrova di nuovo in uno stato di terrore. E con questo libro testimonia ogni giorno al mondo il grande potere dell’accoglienza.