
Lo sfruttamento lavorativo non è un fenomeno lontano, circoscritto ad altri territori o riconducibile solamente a situazioni eccezionali. Può assumere forme diverse e nascondersi dietro condizioni di lavoro irregolari, salari inadeguati, orari insostenibili, minacce, ricatti o mancato rispetto dei contratti e dei diritti fondamentali.
Per prevenire e contrastare queste situazioni, il Comune di Ravenna ha sottoscritto un nuovo Protocollo di collaborazione con CGIL territoriale di Ravenna, CISL Romagna e UIL CST Ravenna. L’accordo punta a rafforzare la rete territoriale, mettendo in relazione servizi pubblici, organizzazioni sindacali, realtà sociali e, progressivamente, anche il sistema produttivo locale.
L’obiettivo è costruire un sistema capace non soltanto di intervenire quando una situazione di sfruttamento è già evidente, ma anche di riconoscerne tempestivamente i segnali, raggiungere le persone più vulnerabili e accompagnarle in un percorso di tutela e autonomia.
Per questo il Protocollo prevede una collaborazione stabile tra il Comune e le organizzazioni sindacali attraverso attività di informazione, orientamento e assistenza, iniziative rivolte alla cittadinanza e alle imprese, percorsi formativi per gli operatori e una maggiore condivisione di informazioni e buone pratiche.
Il Comune di Ravenna avrà il compito di coordinare la rete territoriale e di garantire servizi di informazione e assistenza, anche in più lingue. Saranno inoltre messi a disposizione interventi di mediazione linguistico-culturale, supporto amministrativo e legale e, quando necessario, percorsi di accoglienza e presa in carico.
Le organizzazioni sindacali offriranno invece consulenza sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e sul corretto utilizzo dei contratti, collaborando nell’individuazione delle situazioni di sfruttamento e nella tutela delle vittime.
Il Protocollo non si limita però agli interventi di assistenza. L’accordo guarda infatti al progressivo coinvolgimento delle associazioni datoriali e del sistema produttivo locale, con l’intento di valorizzare le imprese che operano nel rispetto delle norme e dei contratti di lavoro, perché prevenire lo sfruttamento significa costruire una responsabilità condivisa.
I dati raccolti negli ultimi anni mostrano come il problema riguardi tutto il territorio ravennate. Tra il 2023 e il 2025, attraverso i servizi comunali e i progetti dedicati, sono state prese in carico 21 persone vittime di sfruttamento lavorativo. Dietro questo numero ci sono storie personali, condizioni di fragilità, diritti negati e persone che hanno trovato il coraggio di rivolgersi ai servizi.
«Lo sfruttamento lavorativo non è un fenomeno lontano da noi, ma una realtà che riguarda anche il nostro territorio», ha sottolineato l’Assessore alla Multiculturalità Fabio Sbaraglia. «Con questo Protocollo rafforziamo una rete di collaborazione che ci permetterà di intervenire in modo più efficace, mettendo insieme competenze diverse».
L’iniziativa è promossa nell’ambito del progetto “Emersione dello sfruttamento lavorativo e presa in carico delle vittime: la sperimentazione nazionale di ANCI con i Comuni della rete SAI”, un percorso che mette al centro la dignità del lavoro e delle persone, riconoscendo nella tutela dei diritti un elemento essenziale per costruire una comunità più giusta, consapevole e capace di accogliere.
